venerdì 3 luglio 2009

Aung San Suu Kyi


Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, arriva in Myanmar per chiedere la liberazione di Aung San Suu Kyi. La Corte di Giustizia doveva riunirsi oggi ma ha deciso di rimandare la seduta al 10 luglio. Oggi Ban Ki-moon incontrerà il generale Than Shwe, capo del regime militare, oggi a Naypyidaw, la capitale amministrativa della ex-Birmania.

Da El Paìs:

Ban ha dicho que tiene tres objetivos para su visita: reclamar la liberación de más de 2.000 presos políticos, incluida Suu Kyi; la reanudación del diálogo entre el Gobierno y la oposición; y la necesidad de crear las condiciones que lleven a la celebración de elecciones creíbles el próximo año.

"Intentaré usar esta visita como una oportunidad para plantear en los términos más firmes posibles y expresar las preocupaciones de la comunidad internacional (...) a las altas autoridades del Gobierno birmano", ha señalado el máximo representante de la ONU.


e da Democratic Voice of Burma:

Suu Kyi trial postponed as UN chief arrives in Burma


July 3, 2009 (DVB)–Judges at the trial of Aung San Suu Kyi have adjourned the next hearing until 10 July on the day UN Secretary General arrives in Burma for high-profile talks with government leaders.
The trial was due to resume today, and would have coincided with the first day of a two-day visit to the country by Ban Ki-moon, during which he will meet with Senior General Than Shwe and members of the opposition National League for Democracy (NLD) party. Pressure on Ban Ki-moon to achieve results is huge, although he told the BBC recently that he “[does] not believe my trip should be seen as a make or break event”, although said yesterday that the trip would be “very difficult”. In the face of near certainty that Suu Kyi’s trial will end in a guilty verdict, Ban has said he will strongly urge the ruling junta to release all political prisoners and create conditions necessary for free and fair elections next year. Earlier this week an appeal to allow two of Suu Kyi’s witnesses to testify in her defence, following their disqualification in May, was rejected, leaving her with just two witnesses. The Insein prison courtroom where Suu Kyi is on trial announced this morning that the next hearing had been adjourned until 10 July. “We arrived to the courtroom around 10am [today], as scheduled for the hearing, and a judge told us we are reappointed to July 10,” said one of the remaining witness, Khin Moe Moe. The reason, she said, was that Suu Kyi case file “has not yet arrived back from the central court”. “There is no huge distance between the central court and this court [in Insein prison] but I don’t understand why it has to take them so long transferring a case file,” she said, adding that they had been allowed to meet with Suu Kyi. All four defendants – Suu Kyi, her two caretakers Khin Khin Win and Win Ma Ma, and John Yettaw – were present this morning, Khin Moe Moe said.

Reporting by Naw Say Paw

lunedì 29 giugno 2009

domenica 21 giugno 2009

Le manifestazioni in Iran continuano...

Oggi su The Huffington Post capeggia la frase di solidarietà ai manifestanti iraniani del Presidente Obama: "We are bearing witness".
Nel post di Nico Pitney compare una frase che corrisponde perfettamente al mio pensiero, dopo aver visto il video che vi mostro qui sotto:





L'opinione della maggioranza va rispettata! Nessuno sa se davvero Ahmadinejad abbia vinto le elezioni, ma la maggioranza pensa che le elezioni non siano state regolari!
Soprattutto va rispettata la libertà di espressione di queste persone: bisogna finirla con le violenze, gli arresti e le uccisioni. Visto che alla stampa estera sono imposte inspiegabili restrizioni, le continue smentite del numero dei morti da parte della Tv di Stato iraniana mi sembrano raccapriccianti.
Così recita un articolo del Corriere della Sera:
"L'opposizione si affida al web, blog, siti e social network. Il regime replica con la propaganda di Stato affidandosi a tv, giornali e radio da lui controllate. Smentendo però diverse volte se stesso".

Alfons Mucha, pittore e scultore


Una mia carissima amica, che è in erasmus a Montpellier, mi ha raccontato di una mostra che ha visitato ieri. La mostra esibiva i quadri di Alfons Mucha. Purtroppo ho avuto una pessima professoressa di storia dell'arte al liceo, quindi tutto ciò che so è per iniziativa personale... così, anche questa volta, mi sono "autoistruita"!

Alfons Mucha è un pittore e scultore ceco, vissuto a cavallo tra '800 e '900, appartenente alla corrente dell'Art Nouveau.
I lavori di Mucha spesso raffigurano giovani donne in abiti dal taglio neoclassico, circondate da motivi floreali che formano cornici geometriche attorno alla figura. Il suo stile venne subito imitato, nell'arte e nella pubblicità, con esiti raramente all'altezza dell'originale.
Oltre che per le illustrazioni, Mucha è famoso per un'oper
a grandiosa sulla storia degli slavi, composta da 20 dipinti molto grandi e per le sue opere di design di oggettistica e gioielli.
Il suo stile è tornato di moda negli anni '60 ed è stato riportato in voga da artisti del tempo.

Ecco alcuni esempi del suo stile:





sabato 20 giugno 2009

se ne inventano di tutti i colori!




Una delle tante follie che ha ispirato il Presidente Obama!

Il sito di JibJab offre possibilità divertentissime e un sacco di situazioni già costruite in cui inserire la faccia di chi vuoi... sulla rete se ne inventano davvero di tutti i colori!
Io ero stata trasformata da un amico in una danzatrice artistica con tanto di tutina fucsia e nastro!

Non avrei mai pensato che anche l'uomo più potente del mondo sarebbe caduto vittima di JibJab!
Ma in tempi di crisi, farsi una risata ogni tanto non può fare che bene!

...dico ogni tanto, non tutti giorni a tutte le ore, come fa qualcun'altro...

Eduardo Antonio Puelles, ultima vittima di ETA




L'organizzazione terroristica ETA ha fatto ieri mattina una nuova vittima. Un poliziotto di 49 anni è morto nell'esplosione della sua auto. Era un vero basco che parlava euskera e aveva scelto di combattere contro il terrorismo nazionalista basco.

Da El Paìs:
Eduardo Puelles García, de 49 años, casado y padre de dos hijos, fue asesinado por ETA ayer por la mañana, cuando se dirigía a su trabajo como jefe del grupo de seguimientos (los que vigilan a los terroristas), con una bomba lapa c
on casi dos kilos de explosivo colocada en los bajos de su coche cuando se encontraba en un aparcamiento público en la localidad de Arrigorriaga. Las investigaciones apuntan a que el asesinato es obra de un comando de legales, es decir, terroristas sin fichar, huidos del golpe asestado en julio pasado al comando Vizcaya.


Il fratello della vittima ha detto:
"mi hermano no es una víctima del terrorismo, es un héroe, es un gudari"
I suoi colleghi: "Eduardo era un vasco noble y un español de corazón [...] un hombre bueno que amaba a su familia, a su pueblo, a la institución a la que se honraba pertenecer"

Migliaia di persone sono scese nelle piazze dei paesi e delle città baschi in silenzio per ricordare la vittima e per manifestare contro la violenza di ETA.
La delegittimazione di ETA è il punto di partenza per la legittimizzazione delle persone che lottano per la legalità democratica!